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La storia del grano

La storia del grano

di Manuela Rosati

La storia della Val d’Orcia inizia circa cinque milioni di anni fa, quando tutto era sommerso dal mare. Una volta ritiratosi lasciò un deposito di sabbia e argilla che creò lo strato superiore della terra, bellissima nei colori, povera di nutrimento ma adatta alla coltura del grano.
La collocazione di questa zona, proprio lungo la Via Francigena che collegava il mondo alla chiesa, ha fatto si che proprio lungo la sua strada sorgessero le moltissime fattorie fortificate o Grance che producevano e stivavano il grano che sfamava la società.
Anche il ‘900 ha portato avanti questa tradizione e qualunque persona del luogo ha avuto genitori o nonni che hanno fatto i mezzadri in qualcuno dei moltissimi poderi coltivando grano.
Solo negli anni ’60 c’è stata un’interruzione a questa tradizione millenaria, quando l’esodo portava i contadini nei centri abitati per lavorare come operai e artigiani. Per fortuna però dagli anni ’80 c’è stato un ritorno e ancora oggi il grano è la maggiore coltura della zona. Non sono cambiate molte cose in secoli di storia, solo i mezzi, non si lavora più a mano, ma con macchinari sempre più grandi. E nemmeno in 5 milioni di anni è cambiato un granchè, tanto che se venite in maggio potrete vedere un’immensa distesa di mare verde che ondeggia sotto il vento come allora e quando a giugno verrà mietuto, come il mare che si ritira lascerà sul fondo una miriade di rotoballe come conchiglie.

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