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Il Quercione delle Checche

Il Quercione delle Checche

di Manuela Rosati

La strada che da Pienza, passando da sotto, porta a Chianciano Terme, è diversa da tutte le altre, è stranamente dritta e il paesaggio, a seconda della stagione, cambia completamente aspetto, anche se questo non è poi così inconsueto da queste parti. La strada è costeggiata da cipressi e da campi pianeggianti anche perchè siamo a ridosso del letto del fiume Orcia. In primavera si può assistere ad uno spettacolo unico perchè in mezzo alle colture nasce spontanemente una quantità incredibile di papaveri che tingono di rosso tutto il paesaggio. Continuando su questa strada, naturalmente a velocità ridotta, all’improvviso sulla destra si apre un ombrello immenso di foglie verdi. Il Quercione delle Checche. Il nome deriva da un uccello comune che nidifica tra i suoi rami: la Gazza (Pica Pica) in dialetto Cecca o Checca.
E' impossibile non fermarsi per poter andare sotto a questa imponente quercia che ti chiama a se come una madre ancestrale.
E’ un tuffo nel passato, e di colpo ti ritrovi piccolo, quando stavi sdraiato sotto i rami avvolgenti di un albero (per te) immenso, e immaginavi di scalare il gigante per poter abitare fra le sue fronde.
E' questo che si prova sotto questo monumento che ha più di 300 anni, che ha visto scorrere la storia di queste terre ed ha riparato sotto i suoi rami generazioni di minuscoli uomini.

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